Eventi Costa Rei Muravera provincia di Cagliari Sardegna sud est

 Eventi Estate Muravera 2017

 

      Carnevale Tradizionale Dell’Isola

 

          Muravera 10 Agosto 2009

 maskaras
 
MASKARAS: IL CARNEVALE ETNICO DELLA SARDEGNA
 
Ogni estate Muravera, agli inizi di Agosto offre, non solo al turista ma a tutta la
popolazione locale, uno spettacolo unico attraverso la manifestazione “Maskaras”.
Questo è un carnevale molto diverso e meno ridanciano che ha come centro delle
maschere tragiche, maschere cupe che muovendosi con passo cadenzato, al suono
greve ed inquietante dei campanacci si esibiscono, in una lunga sfilata che ripercorre
tutta la via principale del paese, nelle loro danze rituali, evocando i riti propiziatori
legati alla vita dei campi. Nel bel mezzo della manifestazione ci si dimentica spesso
di essere solo spettatori, poiché le numerose maschere coinvolgono, nei loro riti
ancestrali, le persone che affascinate si fanno travolgere.I diversi gruppi provengono
soprattutto dal Nord della Sardegna e sono:
Mamuthones e Issohadores provenienti da Mamoiada che caracollano lenti a
l ritmo di una danza ubriacante, sacra e malinconica, rivolta a scacciare gli spiriti
maligni da persone e armenti, incedono fra la gente che li adora tanto da voler
essere uno di loro; le maschere cupe producono nel silenzio un unico e intenso
strepito di campanacci in un rito inebriante di misteriosità.
I Boes e Merdules di Ottana procedono in un disordinato e tumultuoso corteo,
una fune li lega inesorabile, uomo e bestia uniti dal giogo della vita. Tra le varie
figure la più temuta e misteriosa è “Sa Filonzana” rappresentante la Parca greca
della morte.
Altrettanto affascinanti sfilano i Sos Thurpos (“i ciechi”, “gli storpi”), originari di
Orotelli. Portano l’abito di velluto, i gambali di cuoio e cupi pastrani d’orbace un
tempo usati dal pastore nel periodo invernale. Seminatori con volto celato mettono
in scena la lotta contro i proprietari dei pascoli, rappresentata attraverso il
capovolgimento dei ruoli tra contadino e bue.
Nei Sos Tamburinos di Gavoi si può rivivere invece la festa attesa da sempre: balli
al suono de su pipiolu (flauto arcaico in canna) in un’incessante melodia.
Maschere in sughero uniche e misteriose sono Su Bundu di Orani che, in un animato
corteo mettono in scena il rito della semina con tutte le credenze e superstizioni
 dell’ambiente contadino della Barbagia.
Non si può non sentire dentro la danza dei Mamutzones e Urzu di Samugheo che,
con i loro campanacci, suonano inesorabili il ritmo della passione e della morte per
ingraziarsi la natura affinché i raccolti siano abbondanti.
S’Urthu di Fonni le cui antiche origini risalgono alla fine dell’800, mima invece nelle sue
rappresentazioni la processione, il rogo, il processo subito dal personaggio “su Ceomo”
, fantoccio che simboleggia il carnevale condannato all’impiccagione e arso al rogo,
 
S’Urtzu di Ula Tirso, vittima del carnevale, è infine una maschera tragica mezzo uomo
e mezzo animale, rappresentazione concreta e ideale del dio Dionisio, figura temuta ma
che allo stesso tempo ha il potere di allontanare le maledizioni e la siccità, propiziando
la fertilità.
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